Il pane stesso di Emilia e Romagna, il pane più buono e più bello del mondo, è un monumento quotidiano e stupendo alla femminilità: levigato, liscio, rotondeggiante, evoca irresistibilmente con le sue curve, con i suoi rigonfiamenti, con le sfumature delicate e tenerissime della sua superficie, seni e cosce di donna. È un pane che, prima di mangiarlo, l’occhio lo accarezza”.

 

Mario Soldati, Viaggio in Emilia Romagna